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giovedì 3 marzo 2011

Questo post nasce da un esercizio di spagnolo che l'insegnante ci ha appiopato. La consegna era "il periodo migliore della vostra vita". Io, ovviamente, vista la consegna non potevo che riassumere in qualche riga quello che veramente è stato un anno favoloso: quello dell'erasmus.

"La mejor epoca de mi vida fue la del erasmus en España.
El erasmus empezó el 19 de septiembre de 2009.
Era un día en el qué hacía mucho calor, yo no tenía un piso ni siquiera conocía gente para compartirlo. Sólo tenía reservada una habitación con otras personas desconocidas en un hostal en el centro de Valencia, ciudad de la universidad en la que tenía que estudiar.
El mismo día me puse a andar por la calle buscando carteles de alquiler para estudiantes y fue por eso que encontré pronto un piso; un piso que compartía con dos estudiantes italianas. No obstante eso me lo pasé genial porqué los tres conocimos a un montón de españoles.
Con todos ellos hoy día solemos escribirnos cartas larguísimas en las que hablamos de lo divertido que fue ese periodo de nuestra vida.
Mi erasmus se acabó el 20 de julio de 2010 y estos 10 meses me los llevo en el corazón porque tuve muchísimas satisfacciones. No sólo conocí a gente muy cariñosa, españoles e incluso a chicos de otros países, sino aprobé todos los exámenes con buenas notas porque el interés por el idioma, el hecho de hablarlo con con amigos madre lengua y el curso que hice en España me han dado el estímulo para estudiar con constancia.
Yo recomendaría a todo el mundo al menos una temporada de estudios en otro país, porque lo de ponerse en juego nos ofrece la posibilidad de entender quien somos de verdad...y también nos da un montón de recuerdos inolvidables.
Si, el año pasado fue el periodo mejor de mi vida porque he descubierto cuanto hay que aprovechar de la vida."

Per questo ringrazio le mie due coinquiline e tutti gli amici che mi sono fatto in Spagna, nessuno escluso.
Vi amo... grazie di tutto.

Neom

lunedì 12 luglio 2010

ESPAÑA GANA EL MUNDIAL!

Tutto era perfetto: Maxi schermo al porto, buona compagnia e bel panorama.
Si… è stata una partita molto sudata, ma chiaro che col senno di poi è valsa la pena stare in piedi per tutto quel tempo, inclusi i supplementari.
Tutti eravamo là col costume da bagno in attesa di buttarci in mare in caso di vincita. Per fortuna non ci siamo portati il telefono, perché alla fine così è stato.
Il mare di notte è stupendo, si sa… ma in un’occasione come questa acquista un tocco magico che mai potrei dimenticare.
Erasmus agli sgoccioli, coronato da una vincita per lo stato che mi ospita, che sento mia come fosse la vittoria dell’Italia. Forse anche di più!
La città scoppia in un delirio totale, tutti festeggiano per le strade e io rimango a guardare compiaciuto da tutto ciò che vedo attorno a me. Per una volta dopo tanto tempo vedo una miriade di persone unite da una felicità per la stessa cosa. Oggi non si parla di violenza, né di intolleranza, siamo tutti felici per le strade della stupenda Valencia. Uno spettacolo!
Dal momento che odio il calcio e che non guardavo neanche i mondiali in Italia non ho mai provato un ansia “da calcio”, ma essendoci sempre una prima volta per tutto, posso dire che quella prima volta è stata stasera. Tenevo alla vincita della Spagna come mai ho tenuto a quella dell’Italia, perché come detto nell’altro post è la MIA terra, quella che mi rappresenta.
Insomma, quest’erasmus si è rivelato carico di emozioni fino alla fine, e non potrò mai dimenticare emozioni e persone che mi hanno reso un uomo diverso.

CON ESPAÑA EN EL CORAZÓN!

venerdì 9 luglio 2010

L'erasmus e la voglia di evadere

Non vi è mai capitato di pensare "me ne vado dall'Italia. Questo posto mi soffoca!"?

Bene... è sempre difficile portare a compimento una frase come questa.
L'erasmus mi ha permesso di fare un assaggio dell'esperienza di vita in una città estera, Valencia, che si è rivelata - nonostante le mie mille paure iniziali - una via di fuga (anche se solo durata 10 mesi). Un'esperienza come questa fa capire, anche se solo in parte, visto il contesto di studio e divertimento, cosa significhi staccare da tutto e iniziare da zero in un paese mai visto prima o in cui mai si ha vissuto. Un assaggio, insomma.
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Sono arrivato in Spagna, a Valencia, senza una casa, con solo un hostello prenotato per qualche giorno. Disperato, solo, con la paura di non trovare amici e alloggio, mi misi subito alla ricerca di una casa, che trovai dopo ore e ore di camminate, con i piedi gonfi e senza neanche aver pensato a pranzare.
Soddisfatto dall'aver superato il primo ostacolo il cui pensiero non mi rendeva sereno da mesi, iniziai a lavorare sulle pratiche da portare a termine col centro relazioni internazionali, e una volta superato ques'ostacolo rimaneva solo una cosa da fare: iniziare le lezioni in lingua e studiare da libri stranieri, in previsione di ciò che tanto mi terrorizzava: gli esami!
Col tempo, la mia scadente ed elementare base di spagnolo si è rafforzata. La lettura dei libroni, le lezioni, lo scrivere e un piccolo corso di lingua mi hanno portato ad acquisire sempre più lo spagnolo. Ergo, un altro ostacolo in fase di superamento.
Gli esami sono stati un successo e col tempo ho conosciuto un gruppo di spagnoli e spagnole e una coinquilina fantastica che ormai reputo una sorella (se leggi, sappi che mi mancherai tanto).

Quello che traggo da tutto ciò è che le paure vanno affrontate. Bisogna approfittare di occasioni come queste per imparare a vivere lontano da casa in previsione di un futuro indipendente e proficuo; perché diciamocelo chiaramente: in Italia al momento non c'è molto, in più dilaga l'omofobia, la mancanza di tolleranza verso le altre culture e l'inciviltà. Un disastro che mi fa pensare sempre più di vivere in una terra che non mi rappresenta.

Un giorno o l'altro sarei molto felice di tornare in questa terra per viverci, nonostante anche qui sul piano economico le cose si stiano mettendo male.
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Io penso che l'atteggiamento violento, la cattiveria e l'intolleranza ci sia in parte in tutti gli stati, ma in generale posso dire che questa terra meravigliosa, la Spagna, non è meravigliosa solo a livello geografico, ma anche culturalmente. Ciò che più mi ha stupito fin dai primi giorni è stato il notare quanto le varie culture siano amalgamate tra loro con una certa naturalità quale dovrebbe essere, che mai ho visto in italia.

Evadere in altri stati per respirare e cambiare sé stessi e il proprio modo di vivere è un grosso passo di cui si ha paura, ma questo è solo l'inizio, dopo ci si sente soddisfatti. Per questo dico che nonostante l'erasmus non sia l'assoluta realtà, potrebbe comunque essere una sorta di trampolino per capire molte cose di sé stessi e sul domani.

Auguro a tutti di avere l'opportunità che ho avuto io, e di sfruttarla pensando ad un posto in cui voler vivere nel futuro, in modo da sondare il terreno e capire come rapportarsi con culture e persone differenti.
Vi assicuro che è un'esperienza meravigliosa dalla quale non vorrete tornare indietro.
Dopo un anno lontano da casa, dopo un'esperienza iniziata da zero costruita prima da solo e poi in compagnia mattone dopo mattone, mi sento più ricco sia a livello umano, sia a livello culturale.
Viaggiare ci allontana da una visione culturale di stampo etocentrico che inconsciamente - ma a volte anche consciamente - ci viene inculcata da piccoli. Amplia le nostre vedute e permette una riflessione non condizionata dalla cultura che ci ha "partoriti".

Personalmente vedo il mio rientro come un passo indietro, come qualcosa da cui scappare, scappare verso la libertà (dico questo nonostante abbia una famiglia eccezionale)! Spero, un giorno, di poter rifare quel passo avanti.