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lunedì 28 aprile 2014

Gli anni Novanta: quando il "minimal" non era una moda

Questa sera mentre scrivevo un messaggio su Whatsapp ho pensato: "ma vi ricordate quando comunicare con qualcuno significava varcare la soglia di casa e suonare alla porta dell'amico?" Sembra folle pensare a quanto tempo sprecavamo in trasferte, portando il messaggio sui nostri piedini e non sul filo del telefono.

Pensiamo di essere tanto socievoli con i nostri mezzi ultra tecnologici: Iphone, Galaxy, Whatsapp e altre "diavolerie varie", come le ha bollate mia nonna.
In realtà credo che la vera questione del socializzare sia quella di vedersi in faccia o saper conoscere qualcuno anche senza ricorrere a mezzucci.
Non nego quanto sia bello essere parte di una globalizzazione sempre più progressiva. Non saprei vivere senza internet né telefono. Questo perché dopo che infili il dito nella marmellata difficilmente riesci a non leccarti le dita e a rinfilarcelo di nuovo. E' bello, ti piace e non ci rinunci.

Però se ci pensiamo bene, almeno per chi ha vissuto da adolescente il decennio degli anni 90 (considerate che io sono classe 1983), abbiamo perso la magia della semplicità. L'importanza di emozionarsi per piccole cose che ormai sono scontate e quasi prive di valore.

domenica 14 ottobre 2012

Incertezza, cambiamento... e ansie. A volte è meglio non pensare troppo.


In questi giorni sono piuttosto malinconico ed emotivamente vulnerabile.
Non ho mai saputo accogliere con spensieratezza i cambiamenti, anche quando portano a qualcosa di bello. Mi causano brutti effetti collaterali. Uno tra questi, e non è certo da poco, è l'ansia.
Spesso vedo tutto nero e penso troppo. Sì, penso davvero tanto, anche quando sarebbe meglio non farlo. 

Forse è un problema di noi abitanti dell'epoca contemporanea, così piena di ostacoli e di incertezze tanto da non lasciare mai spazio alla tranquillità.

Quando c'è un cambiamento in agguato penso in modo ossessivo a tutte le conseguenze che questo potrebbe apportare alla mia vita. Ma il più delle volte penso solo alle negatività, agli imprevisti. Dovrei sforzarmi di essere più spensierato e pensare che in fondo le cose importanti non mi mancano.

Mi chiedo 'perché sono fatto così?' ma non trovo una risposta.  

Sono così e basta. Sono nato pensieroso.